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solare galleggiante

Moduli su bacini idroelettrici per ridurre l’occupazione di suolo

Prossimamente verranno impiegati i bacini degli impianti idroelettrici per produrre energia con il fotovoltaico.

Il progetto prevede infatti, il posizionamento di pannelli fotovoltaici galleggianti, nelle superfici d’acqua dei bacini idrici.

Una possibilità che consente di realizzare potenzialmente almeno 2 TWh/anno entro il 2030.

Da poco inviato alla Commissione europea, il Piano nazionale integrato per l’Energia ed il Clima (PNIEC) prevede di portare la produzione fotovoltaica a 74,5 TWh al 2030, sebbene da più parti si siano levate voci che sostengono si possa arrivare a produrre fino a 84 TWh. Tassi in ogni caso elevati che richiedono una strategia, che assecondi il dispiegamento delle installazioni riducendo al minimo la nuova occupazione di suolo.

Oltre allo sfruttamento, ove possibile, delle coperture industriali, commerciali, infrastrutturali e abitative, un punto interessante di questa strategia su cui vale la pena ritornare è l’installazione di moduli fotovoltaici galleggianti su bacini idroelettrici. I numeri sono ancora piccoli, perché si tratta di una tecnologia in fase di decollo.

A oggi nel mondo, sono in esercizio poco più di 400 MW che utilizzano questa tecnologia, per la maggior parte in Cina, Giappone e Sud Corea. Nella classifica dei top ten, l’unico impianto fotovoltaico installato su un bacino idroelettrico è quello giapponese di Yamakura Dam, al terzo posto con 13,7 MW. Altrove, su bacini idroelettrici sono stati finora realizzati impianti dimostrativi, come quelli dall’azienda francese Ciel&Terre in Portogallo (220 kW a Montalegre) o in Italia (343 kW a Savona).