.Film per Alvar Aalto

Film Alvar Aalto

“Non abbiamo sete di scenografie”
La lunga storia della chiesa di Alvar Aalto a Riola

Link al trailer: https://www.youtube.com/watch?v=Ooo8bJVfbl0

Regia: Roberto Ronchi, Mara Corradi musiche: Antonio Ciacca, Andrea Gastaldello produzione: ImmagicaFilm – Anno: 2018 – Durata: 60’ – English subtitles

Pur essendo l’unica opera italiana di uno dei più grandi maestri del Novecento, Alvar Aalto, la Chiesa di Riola di Vergato è rimasta quasi sconosciuta ai più per quarant’anni e risulta inspiegabilmente poco nota anche agli addetti ai lavori. Il documentario va alla scoperta di questa preziosa opera e racconta l’interessante vicenda che portò alla sua edificazione.

La storia narra gli eventi che intercorsero dal conferimento dell’incarico ad Alvar Aalto da parte del Cardinale Giacomo Lercaro, nel novembre del 1965, all’inaugurazione ufficiale della chiesa avvenuta ben 13 anni dopo, successivamente alla morte dei due protagonisti. Ricostruendo i motivi che portarono a un così lungo percorso, quest’opera si inserisce nelle vicende che toccarono l’Italia e la provincia bolognese in quegli anni: dal fenomeno della crescita delle periferie, alla chiusura del Concilio Vaticano II con le conseguenze di un rinnovamento strutturale e spirituale da parte della Chiesa, dalle ipotesi sull’improvvisa destituzione di Lercaro da vescovo di Bologna, fino all’intraprendenza dell’imprenditoria edile e allo sviluppo della prefabbricazione.

Sullo sfondo una piccola parrocchia dell’Appennino bolognese, così determinata a costruire questa chiesa da arrivare ad autotassarsi; e Don Luigi Borri, parroco contadino, che portò avanti il progetto come una missione, con un gruppo di fedelissimi che lo sostennero dall’inizio alla fine. A Giacomo Lercaro, Alvar Aalto, Luigi Borri, si affianca alla fine la figura di un deus ex machina, il direttore della Grandi Lavori, Mario Tamburini, riolese e imprenditore coraggioso che si impegna a costruire la chiesa nonostante le avversità politiche ed economiche.

Film Alvar Aalto
Un film per Alvar Aalto. La lunga storia della chiesa di Alvar Aalto a Riola rimasta quasi sconosciuta ai più per quarant’anni.

Quando nel febbraio del 1968 inaspettatamente vengono annunciate le dimissioni di Lercaro da vescovo di Bologna e tutti i suoi progetti in corso vengono bloccati e congelati, la chiesa di Riola diventa il simbolo di un trascorso da cancellare

Dall’analisi di Alberto Melloni, il documentario propone ipotesi sulla sua destituzione e descrive il clima di sospetto sull’operato del cardinale da parte degli ambienti curiali bolognese e romano, anche in virtù del ruolo cruciale di Lercaro in materia di rinnovamento liturgico all’interno del Concilio. Dopo anni di disillusioni per la gente di Riola, Mario Tamburini prende in mano la situazione e promette di realizzare la chiesa di Alvar Aalto a qualunque costo. Nel settembre del 1976 il cantiere si apre e la chiesa viene ultimata due anni dopo e inaugurata il 17 giugno 1978, alla presenza del successore di Lercaro, l’Arcivescovo Antonio Poma.

Il documentario è un percorso di scoperta e valorizzazione degli eventi, che si apre con un punto di vista particolare. È il punto di vista di un ragazzino bolognese che studia l’architettura di Alvar Aalto, ma ancora ignora l’esistenza della sua unica opera italiana. Dal ritrovamento di un articolo all’interno di una monografia sull’architetto, il ragazzino comincia

un’indagine che accompagna il pubblico attraverso le testimonianze di chi visse le vicende e di chi le sentì raccontare: gli architetti Giuliano e Glauco Gresleri, membri della Sezione tecnica dell’ufficio Nuove Chiese, voluto da Lercaro; i riolesi direttamente coinvolti nella storia e i loro figli che erano bambini all’epoca e riportano oggi questi eventi come un momento glorioso nella storia del loro piccolo paese; i collaboratori di Aalto che condivisero con lui e con la moglie Elissa gli sviluppi del progetto nel tempo, gli architetti Vezio Nava e Leonardo Mosso. I testimoni e gli studiosi dell’operato di Lercaro, come Claudia Manenti, direttore del Dies Domini Centro Studi per l’architettura sacra e la città. L’ingegner Marco Bruni che seguì tutte le fasi di prefabbricazione delle parti e del cantiere per la Grandi Lavori e Piero Proni che lavorò con Mario Tamburini e con Giorgio Trebbi, architetto fedelissimo di Lercaro.

Film Alvar Aalto 2

La scelta di Aalto testimonia l’attenzione di Lercaro nei confronti della contemporaneità architettonica e del Movimento Moderno, in grado di farsi interprete dei nuovi orientamenti spaziali indicati dal Concilio Vaticano II.

La chiesa di Riola si inserisce nel programma lercariano, inaugurato con la famosa processione del giugno del 1955 nei terreni della periferia bolognese, in cui la diocesi si impegnò nell’urgente compito di portare, sono parole del Cardinale, la “casa di Dio tra le case degli uomini”.

All’interno del suo discorso tenuto il 3 dicembre 1966, in occasione della presentazione del progetto della chiesa alle autorità e alla stampa, il Cardinale Lercaro sente la necessità di rimarcare che questa chiesa, così concepita, risponde all’urgenza della piccola comunità di sentirsi unita intorno a un altare, rigettando le obiezioni di chi già criticava tale scelta come sfoggio di monumentalismo. Da una sua contestuale affermazione deriva il titolo del documentario “Non abbiamo sete di scenografie”.