.Abitare sull’albero

Una casa vista fronde

Vivere a sette metri da terra

Avete mai sognato di vivere sull’albero? Magari spinti dal timore ancestrale di essere preda, oppure affascinati dal poter guardare il mondo dall’alto, nascosti dalle fronde. Un posto che ha il sapore di un rifugio.

Abitare sull’albero è vivere in armonia con la natura. Ma se da bambini lo abbiamo magari soltanto sognato, da adulti possiamo toglierci la soddisfazione di soggiornare per qualche notte in un rifugio tra i rami o addirittura andarci a vivere.

Una casa sull’albero può infatti nascere come una vera e propria abitazione e come tale soddisfare i più esigenti parametri di confort. Viene realizzata completamente in legno, a esclusione di alcuni elementi complementari come le finestre, la copertura del tetto e le congiunzioni del legno. I suoi componenti sono quegli elementi tipici delle costruzioni tradizionali come travi, pilastri e solai con la differenza però che sono di dimensioni contenute.

Anche se apparentemente sospesa, i criteri costruttivi sono gli stessi di qualsiasi altro edificio. A partire dalle fondamenta che devono essere robuste e in grado di sostenere la casa: l’albero in questo caso funge da pilastro naturale che affonda le sue radici nel sottosuolo, distribuendo il carico a terra. Ovviamente dovrà essere sano e robusto. Riguardo alla tipologia sono da preferire frassini, olmi, castagni, tigli, querce ma anche conifere come abeti, pini e cedri, purchè siano grandi. Non necessariamente si deve optare per un solo albero. Possono essere create strutture più complesse collegando interi agglomerati.

 

treehouse

Il solaio è realizzato con dei veri e propri appendimenti, dei tiranti di acciaio che legano la struttura all’albero in modo da distribuire il carico portante della struttura sul fusto. Se questi non dovessero bastare, la base viene integrata con dei pali in legno che vengono inseriti a terra, realizzati in funzione del tipo di terreno su cui poggiano.

La situazione sarà poi diversa per una casa da usufruire nell’intero periodo dell’anno. In tal caso è necessaria la coibentazione delle pareti, come del tetto e del pavimento. Trattandosi però di una struttura che già nasce con un’anima verde, il materiale utilizzato per il riempimento sarà sughero, fibra di legno, canapa, cocco, lana di pecora. Completano la dotazione gli impianti elettrici, idraulici e di riscaldamento, in linea con le moderne tecnologie ecosostenibili che nei confronti dell’ambiente sono certificate a impatto zero.

In Piemonte, tra i boschi dei Monti Pelati, sorge un villaggio di “arboricoli”, così si chiamano gli abitanti degli alberi. Una piccola comunità che ospita sette case abbarbicate su castagni e carpini dove vivono, a sei/sette metri da terra, dodici persone adulte e una bambina. Una scelta che mai come in questo caso è sospesa tra bioedilizia e filosofia naturale.

Se invece la curiosità prevale, è possibile provare l’emozione di una camera con vista fronde anche in Italia. Al Parco Tematico TreeVillage di Claud in Friuli Venezia Giulia, o vicino a Tuscania nel Lazio. All’estero le possibilità sono veramente molte. Dalla Francia le splendide Cabanes Les Ecotagnes, vicino ad Annecy, costituiscono un piccolo mondo fatato. Poi i villaggi treehouse di Kenia, Tanzania e Giamaica, immersi nell’ambiente tropicale, fanno rivivere il fascino di Avatar •